DressYouCan è un rental service di abiti femminili, con sede a Milano, di cui sono venuta a conoscenza in occasione della scorsa edizione di White.

Non ho mai pensato alla possibilità di noleggiare un abito, forse perché non mi sono mai soffermata sui benefici che questo comporta, anche per il pianeta. In effetti, è una scelta decisamente green.

Interessata ad approfondire la questione, ho intervistato Caterina Maestro, Founder e CEO di DressYouCan.

Caterina, come nasce DYC?

 DressYouCan nasce a fine 2014 da uno sfortunatissimo soggiorno a Marrakech, trasformatosi in una maratona di shopping compulsivo tra amiche che, per una sorta di circostanze accidentali, si sono trovate costrette a condividere il plafon di un’unica carta di credito.

 Quell’episodio ha influenzato per sempre la mia esperienza di shopper, facendomi riflettere sulla brama di acquisti che accomuna la stragrande maggioranza di noi donne: possedere più abiti di quelli che si indossa e, allo stesso tempo, avvertire l’irresistibile desiderio/convinzione di doverne possedere molti di più di quelli che si potrà (e/o vorrà) mai indossare.

 Non a caso il  motto di DYC è : “nell’armadio di ogni donna ci sono più capi di quelli che indossa, ma molti meno di quelli che sognerebbe di indossare”.

Qual è la peculiarità di DYC?

DressYouCan, di fatto, trasforma il limite strutturale di “un armadio pieno di vestiti e niente da mettere” nella possibilità di accedere ad un guardaroba illimitato ogni giorno, grazie all’applicazione della sharing economy al mondo fashion.

 Un armadio infinito accessibile e sostenibile da ogni punto di vista (economico, fisico, ideologico e ambientale), a cui attingere ogni giorno con lo stesso budget con il quale ci riempiremmo l’armadio di capi fast fashion destinati a durare al massimo una manciata di settimane.

Inoltre, DYC non offre solo abiti:  la nostra mission è risolvere i problemi delle nostre utenti da capo a piedi. Siamo l’unica realtà del settore che dà la possibilità di noleggiare anche scarpe di lusso ( Manolo Blahnik, Loubotin, Ferragamo, Casadei, Le Silla, ecc.), oltre agli accessori.

Noleggio e sostenibilità, mi spieghi la relazione?

 La sostenibilità è un concetto che ha accompagnato DressYouCan sin dai suoi esordi. La nostra value proposition è stata infatti, dall’inizio, quella di fornire una risposta innovativa e concreta alle importanti sfide poste dal mondo fashion alla società attuale.

 DressYouCan rende il settore della moda più equo e sostenibile attraverso un utilizzo efficiente delle risorse: offre noleggio, sharing e pay-per-use; consente ad ogni donna di vestire un look diverso ogni giorno senza i sensi di colpa e gli sprechi dello shopping compulsivo. Inoltre, offre ai giovani designer emergenti una vetrina per promuovere le loro creazioni senza incorrere nei costi fissi della distribuzione, grazie a uno speciale accordo di partnership con DressYouCan.

Vi annoio un momento fornendovi un piccolo dato tecnico, ma in questo contesto è doveroso: il 38% dei membri della nostra community ha segnalato di acquistare meno vestiti! Mi pare un ottimo risultato, tale da farci sperare che stiamo contribuendo ad ovviare al grande problema della sovrapproduzione e del textile waste.

 Che tipo di abiti avete?

Il catalogo di DressYouCan spazia tra i più svariati dress-code: dall’abito da sposa a quello da party, dall’abito da red carpet a quello per un pranzo informale tra amiche, dalla creazione unica e indimenticabile al completo formale idoneo a una cena aziendale.

 Il magazzino DressYouCan dispone al momento di più di 1500 abiti, un centinaio di accessori e 300 paia di scarpe, ed è in costante crescita e adattamento, definendo di volta in volta i trend di stagione a seconda delle preferenze della clientela e della vestibilità del prodotto.

Come acquisite questi abiti? sono nuovi o usati? da dove vengono?

 Ciò che caratterizza DYC è l’originale modello di approvvigionamento del magazzino. E’ potenzialmente infinito (oltre che sostenibile), in quanto si basa sulla compresenza di: stock interno, abiti di designer emergenti, abiti di utenti privati (membri della community DressYouCan). Inoltre, la presenza di fornitori terzi (sia privati che istituzionali), garantisce un continuo e “naturale” riassortimento dello stock del magazzino.

Più che di fornitura quindi, si parla di collaborazione sinergica.

Tengo a sottolineare che è prevista una rotazione massima per ogni capo a noleggio. Inoltre viene effettuato un controllo qualità ininterrotto: tutti i nostri prodotti devono essere impeccabili e il servizio offerto deve essere sempre allo stesso livello di eccellenza.

Quale tra gli abiti in negozio sceglieresti se domani dovessi partecipare ad una serata di gala di Vogue?

 Ho una passione sfrenata per il tulle che non perdo occasione di indossare anche di giorno, opportunamente sdrammatizzato con un giubbotto di pelle o un anfibio, quindi credo che sarei fedele a questo leitmotiv. In particolare ho nel cuore l’abito di un designer emergente greco interamente ricamato a mano color cipria che merita i riflettori di una serata di gala. Difficilmente trovo che ci siano abiti solo DA sera, ma ogni regola ha le sue eccezioni e lui è la mia.

Qual è la tua eroina preferita?

Dagny Taggart la protagonista della trilogia di Ayn Rand La rivolta di Atlante.

Grazie!