Vediamo quali sono le azioni che possiamo compiere noi, in prima persona, a prescindere da ciò che fanno o meno le aziende della moda per tutelare noi e l’ambiente.

Si tratta di cambiare completamente approccio verso lo shopping così come lo abbiamo inteso fin’ora. Sicuramente all’inizio può sembrare faticoso e il primo pensiero che verrà in mente sarà: – “ma chi me lo fa fare?”-  Andate oltre quel pensiero. Siate più forti. Prenderci cura dell’ambiente in cui viviamo è prenderci cura di noi stessi. E non è vero che gli sforzi di una singola persona siano vani. Qualcuno un giorno mi ha detto che la rivoluzione di un singolo individuo può cambiare il destino di un’intera nazione. Mi sono messa a ridere. Ma poi riflettendoci bene mi sono accorta che è così.


Vi elenco di seguito tutto ciò possiamo mettere in atto fin da subito:

  • Shopping tra i brand sostenibili
  • Slow fashion
  • Vintage
  • Usato
  • Affitto
  • Riciclo

Shopping di brand eco sostenibili: Fortunatamente sono in aumento i brand che decidono di fare della sostenibilità la caratteristica imprescindibile della loro produzione. E alcuni sono davvero super cool! Avremo modo di vederli negli articoli e video che seguiranno.

E’ vero, i materiali eco (ossia una qualità superiore delle materie prime), comportano una spesa leggermente più alta, ma è meglio comprare una t-shirt di buona qualità piuttosto che tre economiche, che dopo il primo lavaggio perdono la forma o si bucano. E poi, vogliamo parlare della soddisfazione di comprare e indossare un capo che sappiamo non impattare negativamente sull’ambiente? Che si creda nel karma o no, la consapevolezza di aver messo una buona causa per l’universo non ha proprio prezzo!

Inoltre mi piace molto l’idea di trovare uno o due designer/brand che sposano il mio gusto e il mio stile e “supportarli”, premiare il loro coraggio e la loro attenzione, acquistando i loro capi.

Slow fashion: Sto adottando questa modalità di fare shopping da qualche mese e ho dedicato un articolo sull’argomento. Si tratta sostanzialmente di acquistare abiti di buona qualità, in linea con il proprio stile personale che possano durare diverse stagioni abbattendo, quindi, l’effetto fast fashion (che prevede al contrario acquisti frequenti di abiti usa e getta).

Vintage: Adoro! Amo il Vintage, è la mia modalità di acquisto preferita. I capi vintage sono di ottima finitura e pieni di fascino. Io prediligo gli anni ‘80 e mi piace molto mixare quello stile con qualcosa di contemporaneo. In generale i capi vintage sono assolutamente originali (trovare due pezzi uguali è praticamente impossibile), inoltre nei negozi vintage si possono fare ottimi affari, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Milano, fortunatamente, è piena di negozi vintage. Li passerò in rassegna uno ad uno nei prossimi articoli.

Usato: Anche i negozi dell’usato sono un’ottima risorsa. Ce ne sono alcuni che trattano solo marchi lusso, offrendo capi praticamente nuovi a prezzi più abbordabili.

Affitto: Affittare abiti è una cosa che non ho ancora provato, ma sono molto curiosa di fare questa esperienza. Vi terrò aggiornati sicuramente in uno dei prossimi video.

Riciclo: Quando un abito non vi piace più, invece di buttarlo in pattumiera, avete cinque possibilità: se è vintage e in buone condizioni potete rivenderlo (in un negozio vintage appunto);  potete portarlo da una sarta per delle modifiche che possano cambiare la forma secondo il vostro nuovo gusto; potete consegnarlo in un negozio che fa raccolta per riciclo; potete portarlo in un negozio di seconda mano;  infine potete darlo direttamente a qualcuno che sapete che potrebbe averne bisogno.

Credo proprio che compiere scelte sostenibili diventerà sempre più facile e veloce man mano che ci saremo abituati a questo nuovo stile di vita e che avremo scoperto i nostri brand etici preferiti, oltre ad aver sperimentato che è possibile rimanere fedeli al nostro stile e, nel  contempo, rispettare l’ambiente in cui viviamo.