Quella che vedete in copertina è solo una delle meravigliose e svariate grafiche Defeua, marchio di abbigliamento streetwear fondato da Luca Bensi poco più di 3 anni fa.

Lo spirito che sta dietro ogni sua creazione è un po’ provocatorio, nel senso che per lui la maglietta è sì un indumento che ci copre, ma può anche essere un mezzo per veicolare messaggi sociali positivi, sani, talvolta anche un po’ irriverenti, ma solo per farci fermare un attimo a pensare un po’.

Ho incontrato Luca per la prima volta alla fiera Fa’ la cosa giusta. Siccome mi erano piaciute molto le sue magliette, ci siamo poi rivisti al Fuorisalone durante la Milano Design Week dove aveva allestito un bellissimo stand con – oltre alle tante magliette – felpe, e zainetti. In quell’occasione ci siamo seduti a fare due chiacchiere con lo scopo, da parte mia, di capire bene in cosa consistesse il suo progetto e la direzione che stava prendendo.  


Premetto che l’entusiasmo di Luca è contagioso e sentirlo parlare del suo lavoro è coinvolgente. Non posso che ammirare la sua onestà intellettuale e la sua determinazione nel voler rendere questo mondo un posto migliore attraverso la “battaglia” che si è scelto, quella cioè di produrre capi nel modo più sostenibile possibile con l’obiettivo di non smettere mai di migliorare.

Streetwear

Defeua è un marchio streetwear perchè proprio dalla strada è nato, traendo afflato dai  sobborghi londinesi dove Luca ha vissuto per un lungo periodo antecedente la nascita del brand.

Ma facciamocelo raccontare direttamente da lui…

Luca come è nato DEFEUA?

Tutto è  iniziato nel 2010. Dopo una laurea in Scienze dell’Educazione e un’esperienza lavorativa alla scrivania di un ufficio, ho capito che il mio mondo era altrove e sono partito per Londra per studiare Graphic Design.

Al mio rientro in Italia mi sono trovato di fronte ad un bivio: lavorare come grafico per un’azienda oppure avviare un progetto personale indipendente di streetwear creativo. 

Ed eccomi qua.

Mi racconti il concetto che sta dietro il tuo brand? 

Defeua nasce fondamentalmente da un’urgenza: la voglia di cambiare il mondo attraverso la creatività e la consapevolezza. Ho scelto la t-shirt come mezzo principale di espressione per due motivi: è un capo di abbigliamento che adoro e ha una forma che consente una comunicazione ed una creatività enormi.

Perchè questo nome? ha un significato?

Il nome viene dal dialetto genovese e significa “di fuori”.  L’ho scelto per due motivi: da un lato “sei di fuori” è la frase che più spesso mi sono sentito dire in merito alle mie scelte professionali poco convenzionali;  da un altro lato, “di fuori” dagli schemi è l’approccio che mi piacerebbe avesse la gente nei confronti dell’abbigliamento.

Mi spiego meglio. Vorrei che non ci si basasse più solo su come appare esteticamente un abito,  ma si ponesse attenzione anche a quel che sta dietro la scelta di un tessuto e, nel mio caso, anche dietro ogni artwork.

Ecco perchè ho deciso di realizzare una carta d’identità che racconti tutto del prodotto. È meraviglioso vedere la reazione felice delle persone quando scoprono l’identità del capo. Ritengo che le persone abbiano il diritto di conoscere la storia di ció che indossano, e noi brand abbiamo il dovere di essere il più trasparenti possibile.

Cosa pensi del rapporto moda e inquinamento?

Credo che sia ormai da irresponsabili ignorare il problema dell’inquinamento che la moda produce. Per questo Defeua® è un progetto sostenibile dal punto di vista dei materiali (uso tessuti ecologici prodotti in modo etico), della produzione e della comunicazione. 

Inoltre ho deciso di non legare la mia produzione alle tradizionali stagioni della moda (vedi che sono “defeua”?), ma di seguire un ritmo più slow. Preferisco lavorare sulla qualità e farmi guidare dall’ispirazione.Mi racconti il flusso del tuo lavoro?

Dunque, prima cerco ispirazione da tutto ciò che mi circonda: la strada, la vita di tutti i giorni, l’attualità, la società, le persone, il mondo che cambia. Ad ogni ispirazione segue un lavoro in studio, in cui faccio ricerca per reperire più informazioni possibili sul tema dell’artwork.

Il passaggio successivo è scegliere il capo di abbigliamento adatto, disegnare schizzi su carta e trasformarli in digitale per la realizzazione della grafica finale.

Dove compri i tessuti?

Ho scelto come fornitore Continental Clothing, un’azienda inglese, che da sempre realizza tessuti certificati ed è molto attenta alla sostenibilità, alla produzione etica senza dimenticare l’aspetto qualitativo di un prodotto. I tessuti provengono da India e Turchia e la filiera è certificata, documentata e controllabile attraverso il loro sito e per me questo è stato determinante nella scelta. Non è per niente facile per un fornitore controllare tutta la filiera. In Italia purtroppo la coltivazione di bamboo o cotone è difficile per motivi climatici, ma la tecnologia anche qui si sta muovendo verso la produzione di altre tipologie di tessuto sostenibili (dal latte, dall’ortica, ecc..)

Inoltre sto seguendo molto attentamente lo sviluppo di alcuni progetti di cui sono venuto a conoscenza per valutare collaborazioni future al fine di portare DEFEUA ad essere 100% made in Italy.

Le stampe vengono realizzate a Sestri Levante, mio paese d’origine, dai ragazzi straordinari di Burger-Print.

Come immagini l’industria della moda nel futuro?

Il futuro possibile e auspicabile può essere solo sostenibile. Il tema della sostenibilità finalmente sta prendendo forma in molti settori.  Nel mondo della moda alcune grandi catene (anche fast fashion) dichiarano di muoversi in una direzione più ecologica, forse perchè hanno fiutato il business. Questo mi conforta e mi preoccupa allo stesso tempo, perché il fast fashion non può essere,  per sua natura, sostenibile. Sarà fondamentale un supporto da parte dei governi e un cambio culturale nella nostra società. Ci vorrà tempo… il mio progetto nasce anche per supportare questo cambiamento.

Dove possiamo vedere e comprare i tuoi pezzi?

Sicuramente sul sito, dove c’è l’e-commerce. E poi sto girando tantissimo per promuovere personalmente il brand in diversi eventi.

Ho un sogno nel cassetto ed è di aprire un giorno uno studio/store fisico, in modo da permettere alle persone di poter conoscere da vicino i miei prodotti, toccare i tessuti, scoprire con me le storie dietro ogni artwork e allo stesso tempo comunicare l’importanza della sostenibilità e rendere il tutto più umano.

Grazie!